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Stress lavoro-correlato: un rischio spesso sottovalutato

  • 8 apr
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 2 giu

Lo stress lavoro-correlato è, a tutti gli effetti, un rischio professionale. Non una percezione soggettiva, non un problema di carattere: una condizione documentata, con effetti misurabili sulla salute dei lavoratori e sull'efficienza delle organizzazioni. EU-OSHA lo colloca al secondo posto tra le cause di problemi di salute legati al lavoro in Europa.

Il D.Lgs. 81/2008 lo include tra i rischi da valutare obbligatoriamente per qualsiasi datore di lavoro, indipendentemente dal settore o dal numero di dipendenti. La valutazione va documentata nel DVR e aggiornata ogni due anni, o in caso di cambiamenti organizzativi rilevanti. L'omissione configura una violazione sanzionabile sia in via amministrativa che penale.


Eye-level view of a safety training session in progress
Stress sul luogo di lavoro.

La metodologia di riferimento è quella sviluppata dall'INAIL, strutturata in due livelli. Il primo prevede l'analisi di indicatori oggettivi: tassi di assenteismo, turnover, infortuni, richieste di cambio mansione. Se i dati segnalano criticità, si procede con una fase di approfondimento che coinvolge direttamente i lavoratori attraverso strumenti validati. È un processo che richiede preparazione specifica e una lettura corretta dei risultati.

Tra i fattori che più frequentemente alimentano il rischio: sovraccarico lavorativo, scarsa chiarezza nei ruoli, assenza di autonomia decisionale, difficoltà relazionali e percezione di instabilità occupazionale.


In MM Consulenze seguiamo le aziende in ogni fase della valutazione: dalla raccolta degli indicatori alla redazione del documento, fino all'individuazione delle misure di miglioramento. Contattateci per un'analisi preliminare della vostra situazione.




Articolo a cura di MM Consulenze - Esperti in salute e sicurezza sul lavoro dal 1992.


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